Muffa in casa: errori di costruzione o sbaglia l’inquilino?

2 agosto 2018

Tempo di lettura: 5 minuti.

Muffa in casa: errori di costruzione o sbaglia l’inquilino?

La muffa in casa non piace proprio a nessuno, di tanto in tanto spunta e allora è doveroso rimboccarsi le maniche ed eliminarla il prima possibile. Ma perché si forma? Quando la responsabilità è nostra e quando di chi ha costruito casa?

In questo articolo vedremo quali sono le cause della sua formazione e quali i comportamenti corretti da seguire per non averla mai più in casa.
Ma vedremo anche quello che un bravo progettista deve sapere, e quindi applicare, affinché non si verifichi la formazione di muffa o condensa nell’involucro dell’edificio.

Cos’è la muffa?

Le muffe sono funghi microscopici che, durante la proliferazione, liberano particelle sferiche di piccole dimensioni (spore della muffa) che si disperdono nell’aria di case. L’esposizione prolungata a questi microrganismi o alle loro tossine è associata a malattie respiratorie, asma, allergie.

La muffa in casa non è semplice sporco da pulire, ma si tratta di un vero e proprio humus abitato da microorganismi, la cui eliminazione deve avvenire con un panno imbevuto con prodotti di ipoclorito di sodio (per esempio la candeggina), in modo che le spore non si riproducano più.

Perché si forma?

Le condizioni per la formazione della muffa sono facilitate da diverse cause, ad esempio:

  • quando l’umidità interna è particolarmente elevata, la muffa si deposita sotto forma di condensa sulle pareti fredde;
  • quando nei locali non vi è un adeguato ricambio d’aria il vapore acqueo prodotto all’interno non si smaltisce;
  • quando c’è un insufficiente isolamento termico delle pareti: muri, travi e pilastri rivolti all’esterno e non perfettamente coibentati (ponti termici);
  • quando la finitura della parete, o le sostanze presenti nell’aria, contengono sostanze nutritive per i microorganismi della muffa.

 L’umidità all’interno degli ambienti dipende anche dalle condizioni climatiche esterne.
Vige la regola generale che troppa umidità rende l’abitazione insalubre, generando problematiche per la nostra salute, ma anche un aumento dei consumi energetici.
Gli ambienti troppo freddi o umidi necessitano infatti di continui ricambi d’aria e, quindi, di un riscaldamento maggiore.

Cosa fare per non avere la muffa in casa

Per evitare definitivamente la comparsa della muffa in casa, possiamo adottare questi preziosi accorgimenti:

  • Apriamo tapparelle e tende e facciamo entrare la luce del sole dentro casa. La muffa odia la luce e in sua presenza non si manifesta.
  • Facciamo in modo che dentro casa ci sia una temperatura simile in ogni stanza. Da evitare temperature differenti di 3 o più gradi.
  • Facciamo arieggiare casa almeno per 5 minuti al giorno. Se riusciamo a creare correnti, aiutati dal vento, ancora meglio. E’ importante favorire la circolazione d’aria.
  • Se piove o se c’è molta umidità fuori, è bene tenere chiuse le finestre di casa. L’umidità è l’alleata numero uno della muffa e va assolutamente tenuta fuori di casa.
  • In caso di temporali è bene verificare che non sia entrata acqua dagli infissi delle finestre. Altrimenti è necessario asciugare subito e bene.
  • Quando cuciniamo facciamo uso di cappe aspiranti e di una ventola, permettono la fuoriuscita dei vapori.
  • Non asciugare panni sul termosifone, altrimenti si crea condensa dentro la stanza.
  • L’uso del deumidificatore elettrico aiuta ad impedire la nascita di muffe. Da utilizzare sempre in estate, saltuariamente in inverno. Se possibile azionatelo in tutte le stanze.

E se nonostante tutti questi accorgimenti la muffa in casa compare lo stesso?
Se siamo sicuri di essere stati ligi e di aver seguito alla lettere tutte le raccomandazioni qui sopra, e nonostante questo la muffa si ripresenta, allora il dubbio è sacrosanto.

“E se la responsabilità fosse di chi ha progettato casa?”

Quando la responsabilità è del progettista

Quando dentro un’abitazione sono presenti uno o più ponti termici, purtroppo i comportamenti sopra elencati non sono sufficienti per non avere più muffa in casa. Non abbiamo scampo, la muffa sarà la nostra compagna ufficiale, quanto meno fino alla prossima ristrutturazione.
Ma perché succede e cos’è un ponte termico (vai all’articolo per capire se anche a casa tua ci sono ponti termici)?
Con ponte termico intendiamo la dispersione termica del calore verso l’esterno, che può arrivare a rappresentare fino al 30% del totale.
Nelle abitazioni con ponti termici, durante i mesi invernali, si può così verificare una perdita cospicua di calore dall’interno verso l’esterno. Ciò fa sì che l’umidità interna si combini con una bassa temperatura superficiale dell’involucro, formando la tanto temuta condensa.

Un bravo progettista sa come evitare il rischio condensa e sa che per farlo, occorre misurare prima la temperatura della parete fredda, quella dell’ambiente e l’umidità relativa dell’aria.
Vuoi sapere meglio di cosa si tratta? Leggi l’articolo: Ponte termico: cos’è e come evitarlo.

 

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