Muffa in casa: errori di costruzione o sbaglia l’inquilino?

2 agosto 2018

Tempo di lettura: 6 minuti.

Muffa in casa: errori di costruzione o sbaglia l’inquilino?

La muffa in casa non piace proprio a nessuno, di tanto in tanto spunta e allora è doveroso rimboccarsi le maniche ed eliminarla il prima possibile. Ma perché si forma? Quando la responsabilità è nostra e quando di chi ha costruito casa?

In questo articolo vedremo quali sono le cause della sua formazione e quali i comportamenti corretti da seguire per non averla mai più in casa.
Ma vedremo anche quello che un bravo progettista deve sapere, e quindi applicare, affinché non si verifichi la formazione di muffa o condensa nell’involucro dell’edificio.

Cos’è la muffa?

Le muffe sono funghi microscopici che, durante la proliferazione, liberano particelle sferiche di piccole dimensioni (spore della muffa) che si disperdono nell’aria di case. L’esposizione prolungata a questi microrganismi o alle loro tossine è associata a malattie respiratorie, asma, allergie.

La muffa in casa non è semplice sporco da pulire, ma si tratta di un vero e proprio humus abitato da microorganismi, la cui eliminazione deve avvenire con un panno imbevuto con prodotti di ipoclorito di sodio (per esempio la candeggina), in modo che le spore non si riproducano più.

Perché si forma?

Le condizioni per la formazione della muffa sono facilitate da diverse cause, ad esempio:

  • quando l’umidità interna è particolarmente elevata, la muffa si deposita sotto forma di condensa sulle pareti fredde;
  • quando nei locali non vi è un adeguato ricambio d’aria il vapore acqueo prodotto all’interno non si smaltisce;
  • quando c’è un insufficiente isolamento termico delle pareti: muri, travi e pilastri rivolti all’esterno e non perfettamente coibentati (ponti termici);
  • quando la finitura della parete, o le sostanze presenti nell’aria, contengono sostanze nutritive per i microorganismi della muffa.

 L’umidità all’interno degli ambienti dipende anche dalle condizioni climatiche esterne.
Vige la regola generale che troppa umidità rende l’abitazione insalubre, generando problematiche per la nostra salute, ma anche un aumento dei consumi energetici.
Gli ambienti troppo freddi o umidi necessitano infatti di continui ricambi d’aria e, quindi, di un riscaldamento maggiore.

Cosa fare per non avere la muffa in casa

Per evitare definitivamente la comparsa della muffa in casa, possiamo adottare questi preziosi accorgimenti:

  • Apriamo tapparelle e tende e facciamo entrare la luce del sole dentro casa. La muffa odia la luce e in sua presenza non si manifesta.
  • Facciamo in modo che dentro casa ci sia una temperatura simile in ogni stanza. Da evitare temperature differenti di 3 o più gradi.
  • Facciamo arieggiare casa almeno per 5 minuti al giorno. Se riusciamo a creare correnti, aiutati dal vento, ancora meglio. E’ importante favorire la circolazione d’aria.
  • Se piove o se c’è molta umidità fuori, è bene tenere chiuse le finestre di casa. L’umidità è l’alleata numero uno della muffa e va assolutamente tenuta fuori di casa.
  • In caso di temporali è bene verificare che non sia entrata acqua dagli infissi delle finestre. Altrimenti è necessario asciugare subito e bene.
  • Quando cuciniamo facciamo uso di cappe aspiranti e di una ventola, permettono la fuoriuscita dei vapori.
  • Non asciugare panni sul termosifone, altrimenti si crea condensa dentro la stanza.
  • L’uso del deumidificatore elettrico aiuta ad impedire la nascita di muffe. Da utilizzare sempre in estate, saltuariamente in inverno. Se possibile azionatelo in tutte le stanze.

E se nonostante tutti questi accorgimenti la muffa in casa compare lo stesso?
Se siamo sicuri di essere stati ligi e di aver seguito alla lettere tutte le raccomandazioni qui sopra, e nonostante questo la muffa si ripresenta, allora il dubbio è sacrosanto.

“E se la responsabilità fosse di chi ha progettato casa?”

Quando la responsabilità è del progettista

Quando dentro un’abitazione sono presenti uno o più ponti termici, purtroppo i comportamenti sopra elencati non sono sufficienti per non avere più muffa in casa. Non abbiamo scampo, la muffa sarà la nostra compagna ufficiale, quanto meno fino alla prossima ristrutturazione.
Ma perché succede e cos’è un ponte termico?
Con ponte termico intendiamo la dispersione termica del calore verso l’esterno, che può arrivare a rappresentare fino al 30% del totale.
Nelle abitazioni con ponti termici, durante i mesi invernali, si può così verificare una perdita cospicua di calore dall’interno verso l’esterno. Ciò fa sì che l’umidità interna si combini con una bassa temperatura superficiale dell’involucro, formando la tanto temuta condensa.

Un bravo progettista sa come evitare il rischio condensa e sa che per farlo, occorre misurare prima la temperatura della parete fredda, quella dell’ambiente e l’umidità relativa dell’aria.  Vediamo meglio di cosa si tratta.

I ponti termici: cosa sono e come si evitano

Un ponte termico rappresenta una parte (o zona) d’involucro dove la resistenza termica tende a valori prossimi allo zero. Ovvero, dove il calore si perde in abbondanza verso l’esterno e dove la temperatura superficiale interna dell’involucro è, talvolta, minore della temperatura di formazione della rugiada.


        
Esempio di termografia di una facciata di un edificio. Le zone di color rosso identificano l’insieme dei punti a temperatura più alta, cioè che disperdono energia con l’ambiente esterno.

Dal punto di vista termocinetico un ponte termico è caratterizzato dalle seguenti caratteristiche:

  • decremento della resistenza termica (quindi aumento della trasmittanza);
  • incremento del flusso di calore verso l’esterno (ovvero delle perdite);
  • temperature basse sulla superficie interna che si avvicinano alla temperatura di rugiada

 

Un ponte termico genera condizioni di instabilità funzionale della parete, infatti, oltre all’incremento delle perdite d’energia per trasmissione, determina la formazione di rugiada (o condensa) la quale:

– inibisce progressivamente la parete;
– genera la formazione di muffe, distacchi d’intonaco, disgregazione di elementi strutturali ecc.;
– riduce ulteriormente la resistenza termica, ed avvia un successivo ciclo di peggioramento delle anomalie.
Il fenomeno (reiterato nel tempo) porta progressivamente al peggioramento delle prestazioni.

Di seguito alcuni esempi di ponti termici:

Attacco cordolo solaio-parete

Nodo solaio-parete non isolato

Pilastro non isolato

Parete non sufficientemente isolata

Infiltrazione davanzale-serramento

Cassonetto non isolato

Parete aggredita dalla muffa

Ci sono dei punti specifici in una struttura, che, se non progettati correttamente sin da subito, daranno luce ai ponti termici, come nelle foto sopra. Vediamo assieme quali sono:

  • in corrispondenza dell’intersezione tra le pareti perimetrali e il solaio;
  • in corrispondenza dei pilastri d’angolo, quando insufficientemente isolati;
  • in corrispondenza dell’attacco dei serramenti (spallette, architrave, davanzale)
  • a terra, a contatto con la fondazione.

Alla base della presenza di un ponte termico ci sono spesso dei difetti costruttivi.
In fase di ristrutturazione è sufficiente conoscerli per porvi rimedio, anche se, ovviamente, l’ideale è adottare le opportune contromisure fin dalla fase di progettazione.

I PONTI TERMICI E LA NORMATIVA

Ad oggi, per edifici di nuova costruzione, il progettista deve rispettare quanto contenuto nella normativa DM 26 giugno 2015Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edificicosì da garantire:

  • assenza di rischio di muffa;
  • assenza di rischio della condensa interstiziale;
  • valutazione dei ponti termici (con metodo analitico secondo la UNI EN ISO 10211).

Bioisotherm ha agevolato i progettisti che utilizzano i prodotti Argisol e Termosolaio.
Ha analizzato ed identificato, all’interno del suo sistema costruttivo, le zone in cui potrebbero esserci ponti termici e ha calcolato, così, i valori dei coefficienti termici lineici, mettendoli a disposizione.
I vari nodi costruttivi analizzati hanno dimostrato l’impossibilità di formazione di muffa con temperature interne degli ambienti di diversi gradi sopra la temperatura critica. Calcolando valori di coefficienti lineici prossimi allo zero (testimonianza di ponte termico nullo).

Ciò permette a chi progetta di risparmiare tempo e lavoro, oltre che di garantire l’assenza di ponti termici all’interno delle proprie realizzazione.

Il documento di Bioisotherm puoi viualizzarlo QUI

IL SISTEMA COSTRUTTIVO ARGISOL: PRIVO DI MUFFE E PERFETTAMENTE ISOLATO

Con il sistema costruttivo Argisol si ottiene un ambiente interno perfettamente isolato. I diversi spessori di isolamento esterno permettono di raggiungere trasmittanze termiche delle parete fino a 0.13 W/m2K.
L’ampia scelta di elementi speciali a corredo permette di realizzare involucri privi di ponti termici, con soluzioni direttamente applicabili con la posa in cantiere.
Nella parete Argisol, l’inerzia termica del calcestruzzo è ottimizzata dal calibrato rapporto tra i diversi spessori di isolamento, interno ed esterno.

La presenza dello strato isolante anche all’interno, permette di avere una temperatura superficiale interna di poco diversa da quella dell’ambiente circostante (superiore a quella critica di rugiada). Ciò impedisce la formazione di condense superficiali e assicura un confort abitativo ottimale.

L’uso abbinato del Termosolaio permette di avere solai di interpiano termicamente isolati.
Utile ed efficace in caso di solai aerati di fondazione.
Si coniuga così la prestazione del ricambio d’aria, nell’intercapedine del terreno, con l’isolamento variabile del sottotravetto. L’alto isolamento lo rende particolarmente adatto nei solai di copertura inclinati, o piani con destinazione a terrazzo.
In questo modo vi è una totale assenza di ponti termici, sia all’attacco in fondazione, che in corrispondenza del solaio di interpiano e tetto, compresi i nodi dei terrazzi o cornici in sporgenza, nell’attacco dei serramenti.

I progettisti che scelgono il sistema Argisol e Termosolaio sanno che è garanzia di vivibilità e benessere in un ambiente sano.

Vuoi avere maggiori informazioni sul nostro sistema costruttivo Argisol?