Inquinamento indoor: il sistema Bioisotherm per ambienti sani

28 maggio 2020

Tempo di lettura: 6 minuti.

Inquinamento indoor: il sistema Bioisotherm per vivere in ambienti sani

La qualità dell’aria interna è un tema estremamente importante per la salute dei cittadini, poiché i rischi per la salute causati dall’esposizione all’inquinamento indoor, ossia dell’aria interna, possono anche essere superiori a quelli causati dall’esposizione all’inquinamento dell’aria esterna.

 

Con aria interna si fa riferimento a quella che respiriamo in casa, in ufficio, negli edifici destinati al tempo libero, ovvero in tutti quegli spazi confinati in cui è prevista la permanenza delle persone. Passiamo più tempo al chiuso che all’aperto, risulta quindi fondamentale avere la giusta sensibilità al tema dell’inquinamento indoor.

Le persone, infatti, passano circa il 90% del loro tempo all’interno degli edifici, dove sono presenti concentrazioni più elevate di sostanze inquinanti rispetto a quelle presenti all’aperto.

Cosa s’intende nello specifico con il termine inquinamento indoor?

Il Ministero della Salute ha fornito una spiegazione esaustiva di questo fenomeno: “la modificazione della normale composizione o stato fisico dell’aria atmosferica interna, dovuta alla presenza nella stessa di una o più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da alterare le normali condizioni ambientali e di salubrità dell’aria stessa e tali da costituire un pericolo ovvero un pregiudizio diretto o indiretto per la salute dell’uomo.”

Sindrome dell’edificio malato

L’insalubrità dell’aria in uno spazio chiuso, che può essere causata da vernici, arredamento, muffe, elevati livelli di umidità, ha effetti negativi sulla salute delle persone, sul loro benessere e sulla loro produttività.
Può provocare malattie a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, favorire asma, allergie e malessere, una combinazione di sintomi spesso chiamata “sindrome da edificio malato” (Sick Building Syndrome).

La pericolosità di questa miscela di sostanze inquinanti in un ambiente confinato, dipende dalla durata prolungata e costante dell’esposizione.  A seguito dell’interesse dei ricercatori per la “sindrome dell’edificio malato” si sono sviluppate ricerche che hanno portato alla definizione di una serie di agenti che possono causare, nei soggetti esposti malesseri o patologie.

Tra le sostanze inquinanti presenti all’interno degli edifici troviamo funghi e muffe causati all’umidità, polveri e particolati, allergeni, composti organici volatili (VOC), formaldeide, radon, piombo, amianto, monossido di carbonio, anidride carbonica e ozono.

Principali inquinanti indoor:

 

  • VOC (Composti Organici Volatili) e PAH (Idrocarburi Policiclici Aromatici)
  • MICRORGANISMI quali batteri, funghi, virus e parassiti
  • RADON: gas naturale uscente dal terreno
  • MICROPARTICOLATO (PM) combustione della legna, fumo da tabacco, processi di cottura, altro.

Ambienti sani a partire dalla struttura dell’edificio

Tra le sostanze inquinanti presenti all’interno degli edifici troviamo funghi e muffe causati dall’umidità all’interno dei locali dovuti ad una errata progettazione delle strutture opache (pareti, solai, coperture). Le condizioni ottimali per gli occupanti devono essere garantite a partire dalle condizioni termo-igrometriche dell’involucro, in modo da non presentare fenomeni di condensa delle pareti o di condizioni per l’innesco di insorgenza di muffe.

Gli edifici realizzati con il sistema costruttivo Bioisotherm permettono di ottenere un involucro edilizio perfettamente isolato, a ponti termici corretti che elimina la possibilità di insorgenza di fenomeni di condensa e quindi di muffe all’interno dei locali, permettendo di vivere in ambienti sani.

 Scopri di più sul nostro articolo “Ponte termico: cos’è e come evitarlo negli edifici” 

Con il sistema costruttivo Argisol si ottiene un edificio con pareti perimetrali perfettamente isolate. I diversi spessori di isolamento esterno permettono di raggiungere trasmittanze termiche delle parete fino a 0.13 W/m2K.
L’ampia scelta di elementi speciali a corredo del sistema permette di realizzare involucri privi di ponti termici, con soluzioni già collaudate dei principali nodi costruttivi (dalla fondazione alla copertura) direttamente applicabili con la posa in cantiere. Nella parete Argisol, l’inerzia termica del calcestruzzo è ottimizzata dal calibrato rapporto tra i diversi spessori di isolamento, interno ed esterno.

La presenza dello strato isolante anche all’interno, permette di avere una temperatura superficiale interna di poco diversa da quella dell’aria dell’ambiente circostante (superiore a quella critica di rugiada). Ciò impedisce la formazione di condense superficiali e assicura un confort abitativo ottimale. Viene garantita una ottimale temperatura operante.

L’uso abbinato del Termosolaio permette di avere solai di interpiano termicamente isolati.

Utile ed efficace in caso di solai aerati di fondazione.
L’alto isolamento lo rende particolarmente adatto nei solai di fondazione, di copertura inclinati, o piani con destinazione a terrazzo.

In questo modo vi è una totale assenza di ponti termici, sia all’attacco in fondazione, che in corrispondenza del solaio di interpiano e tetto, compresi i nodi dei balconcini o cornici in sporgenza, nelle terrazze.

Anche il gas Radon è tra le sostanze indesiderate. Si tratta di un gas naturale uscente dal terreno, inodore, considerato un nemico invisibile dell’inquinamento indoor e seconda causa di morte dopo il fumo da sigaretta. Va prestata particolare attenzione alla costruzione degli ambienti interrati o sotterranei, che deve essere effettuata con particolari attenzioni costruttive.

Con Termosolaio è possibile creare un solaio a quota di fondazione, staccato dal terreno, che risulta già termicamente isolato e grazie ad una camera di ventilazione inferiore (di altezza variabile) permette di evacuare il gas uscente dal terreno per ventilazione evitando che questo entri nell’edificio e che possa essere inalato dagli occupanti.

Vuoi sapere di più su come eliminare il gas Radon con i nostri prodotti? Scoprilo nel nostro articolo

 

Come i materiali da costruzione incidono nella qualità dell’aria

Tra le sostanze inquinanti presenti all’interno degli edifici troviamo funghi e muffe causati all’umidità, polveri e particolati, allergeni, composti organici volatili (VOC), formaldeide, radon, piombo, amianto, monossido di carbonio, anidride carbonica e ozono.

Tra le sostanze “indesiderate” che possono essere emesse dai prodotti finiti figurano i VOC, che si trovano in numerosi materiali da costruzione e per finitura, dai quali vengono successivamente rilasciati per lenta emissione di sostanze utilizzate come solventi in molti settori e contenute in diversi prodotti quali colori, lacche, vernici, pitture, detergenti, colle, diluenti, prodotti per la cura del corpo e repellenti per bombolette spray.

La qualità dell’aria negli ambienti chiusi di un edificio è determinata da vari fattori, tra cui le modalità di utilizzo (presenza umana, fumo, cottura, caminetti, ecc.), la frequenza di ricambio dell’aria, le modalità di riscaldamento e le emissioni derivanti dall’arredamento, dalle pitture e dai materiali da costruzione.

Come mostra la figura a lato, i prodotti da costruzione utilizzati contribuiscono in maniera estremamente ridotta all’inquinamento dell’aria interna.

In generale, l’emissione dei composti organici volatili è un processo che tende a ridursi sino a scomparire. Tali emissioni sono dovute principalmente alle finiture applicate alle superfici di pareti, di pavimenti, di porte, di mobili, ecc.

I solventi organici e le altre sostanze volatili presenti nella formulazione delle vernici non evaporano completamente durante l’essiccazione e conseguentemente possono successivamente evaporare lentamente all’interno degli edifici in cui il prodotto finito è collocato. Bisogna infine rammentare che le emissioni di solventi sono irreversibili, ovvero tendono a diminuire progressivamente nel tempo in funzione delle condizioni in cui si trova il materiale, anche durante lo stoccaggio o il trasporto.

Ultima importante considerazione a valenza generale: è opportuno evidenziare che l’origine di concentrazioni di COV dovrebbe indagare tutti i prodotti da costruzione utilizzati a partire dai prodotti di finitura che sono quelli maggiormente a contatto con l’aria interna e con gli utenti: si citano ad esempio adesivi, colle, sigillanti, vernici, rivestimenti (di pavimenti, muri e soffitti), intonaci, linoleum, carta da parati, battiscopa, altri.

Cosa prevede la normativa italiana

In Italia non esiste una legge di riferimento inerente l’inquinamento indoor.  Vi sono tuttavia:

  • Lgs 106/2017 che recepisce il riferimento normativo europeo Regolamento UE 305/2011che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione. Secondo il requisito n. 3 “Igiene, salute e ambiente” si specifica che: “Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo da non rappresentare, durante il loro intero ciclo di vita una minaccia per l’igiene o la salute e la sicurezza dei lavoratori, degli occupanti o dei vicini e da non esercitare un impatto eccessivo, per tutto il loro ciclo di vita, sulla qualità dell’ambiente o sul clima, durante la loro costruzione, uso e demolizione, … a causa di uno dei seguenti eventi:
  1. b) emissioni di sostanze pericolose, composti organici volatili (VOC), gas a effetto serra o particolato pericoloso nell’aria interna o esterna”.

Quindi le opere di costruzione non devono essere origine di emissioni di sostanze pericolose, composti organici volatili, gas serra, particolato o emissioni di radiazioni pericolose.

  • M. 11/10/2017 – CAM (Criteri Ambientali Minimi) riguardano la progettazione e costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la gestione dei cantieri della P.A. Introducono dei criteri ambientali e premianti per gli appalti pubblici. Questi limiti riguardano i VOV totali (1500 mg/m3), la formaldeide (60 mg/m3) e altri 13 composti chimici. I CAM prevedono inoltre l’adozione di strategie per il confort termo igrometrico e limitanti il gas radon.
  • M. 10/10/2008 sul contenuto di formaldeide per compensati e pannelli di conglomerato in legno e sughero

Di seguito la tabella Tabella CAM delle emissioni limite dei principali VOC

I protocolli volontari

Ci sono numerosi  schemi di certificazione, tra i quali citiamo:

  • Linee guida CasaClima che prevedono l’assenza di vernici a solventi. Prevedono l’assenza di numerosi inquinanti e un limite di emissioni per la formaldeide. Introducono il concetto dell’azione della ventilazione meccanica controllata.
  • Protocollo LEED: in cui si richiedono materiali basso emissivi. E’ richiesto che gli adesivi, primers, sigillanti, materiali cementizi e finiture per legni siano in possesso della certificazione GEV Emicode di classe almeno EC1. Le pitture per interni, vernici ed impreganti per legno, fissativi per fondi e pitture reattiva devono essere inferiori ad un limite di VOC (espresso in mg/m³. ). Per le pavimentazioni (resilienti, legno, moquette) è richiesta la conformità alla classe A francese.
  • Protocollo Biosafe: prevede metodo di misurazione standard viene definito dalla norma UNI EN 14412:2005 ed eseguito attraverso l’utilizzo di un campionatore diffusivo a simmetria radiale mentre i protocolli per l’analisi chimica dei composti si determinano di volta in volta a seconda delle sostanze da rilevare.

Alcuni stati membri hanno già provveduto a regolamentare questa tematica. In Francia con:

Il Decreto francese n° 2011 – 321 del 23 marzo 2011 rende obbligatoria l’apposizione di una etichetta recante la classe di emissione dei COV sui prodotti da costruzione. Le emissioni di VOC vengono classificate secondo una scala di quattro classi: da A+ a C, dove la classe A+ indica un livello di emissione poco elevato e la classe C un livello di emissione elevato. Il livello di emissione è indicato dalla concentrazione di esposizione, espressa in mg/m3.

Il gesso come finitura interna: il sistema Biogips

Un’abitazione eco-sostenibile deve garantire diversi livelli di confort: visivo, acustico, termico e igrometrico, oltre alla salute dei sui abitanti. Oltretutto un luogo sano in cui vivere ha una buona qualità dell’aria.  Esistono in commercio materiali naturali con spiccate proprietà basso emissive, tra questi: il gesso.
In questo caso ci troviamo di fronte a soluzioni di contropareti e divisori interni che aiutano a sanificare e rendere salubre casa oltre a garantire efficienza energetica, eccellenti performance acustiche e di protezione al fuoco.

Il gesso è uno dei componenti del nostro sistema a secco; infatti comprende: l’orditura metallica, l’eventuale materiale isolante, la viteria e le finiture.

Oltre alla parte strutturale realizzata con il sistema Argisol e Termosolaio, Bioisotherm propone il prodotto di finitura Biogips, quale sistema per realizzare pareti divisorie interne autoportanti e contropareti.

È testato che la lastra Biogips, interamente in gesso emette bassissime emissioni dei principali VOC ottenendo la miglior classificazione (secondo normativa francese).

La lastra è classificata in classe A+ di emissioni COV secondo il metodo di prova ISO 16000-9:2006.

Il sistema crea una parete che permette di soddisfare vari requisiti:

  • Isolamento termico
  • Isolamento acustico
  • Protezione dal fuoco
  • Ambiente sano

Oltre a:

  • Rapidità di esecuzione: facilità e velocità di posa
  • Pulizia del cantiere: sistema versatile e semplice

I vantaggi dell’utilizzare rivestimenti con lastre Biogips sono derivanti dalle proprietà del gesso, tra i quali:

  • materiale naturale: un materiale 100% naturale con grandi benefici per il benessere abitativo;
  • igroscopico: è un perfetto regolatore d’umidità. Ha la capacità di assorbire l’umidità in eccesso nell’aria e di restituirla quando invece l’aria è troppo secca. La versione Hydro (con additivi idrorepellenti) la rende particolarmente adatta all’impiego in ambienti umidi come bagni, cucine, cantine e garage sotterranei.
  • azione antibatterica: permette di combattere naturalmente l’insediamento di batteri e per questo è particolarmente adatto in ambienti ospedalieri e in luoghi ad alta affluenza.
  • basse emissioni COV in possesso del sistema di classificazione A+ ed etichettatura relativo alle emissioni di composti organici volatili COV dei prodotti da costruzione, decorazione e finiture interne.

Come combattere l’inquinamento indoor

Per combattere l’inquinamento indoor è possibile attuare alcune pratiche strategie:

  • prima di tutto controllare la temperatura e il livello di umidità in casa, cercando di mantenerla tra i 18° e i 22°: l’umidità è la causa primaria della formazione di muffe e batteri i quali comportano allergie e problemi respiratori;
  • una corretta ventilazione degli ambienti vi consentirà di diminuire la presenza di polveri e microrganismi: lasciate sempre areare la casa facendo uscire le sostanze inquinanti.

La concentrazione di tutte queste sostanze diventa preoccupante perché oggi, per favorire il risparmio energetico, gli edifici sono più isolati e impermeabili all’aria, riducendo così la ventilazione degli stessi. Per sopperire a questo problema si installa un sistema di ventilazione meccanico che, correttamente utilizzato e manutenuto, permette di avere il corretto numero di ricambi d’aria.
Gli impianti di condizionamento devono essere opportunamente puliti e i filtri dell’aria condizionata cambiati ogni inizio stagione: in questo modo manterrete gli impianti perfettamente funzionanti e non farete propagare polveri e batteri.

  • La presenza del verde in uno spazio confinato offre sicuramente un aiuto naturale per la purificazione dell’aria. Partendo da questo punto, la ricerca si è mossa per ottenere delle vere e proprie piante “mangia smog”, ovvero in grado di assorbire e metabolizzare alcuni inquinanti pericolosi per l’uomo.

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 Sistema costruttivo Bioisotherm   

 

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