EPS isolante perfetto per l’edilizia sostenibile

28 novembre 2018

Tempo di lettura: 7 minuti.

EPS isolante perfetto per l’edilizia sostenibile

Abbiamo già visto nell’articolo precedente sui materiali per l’edilizia come l’EPS possa essere utilizzato per l’edilizia ecosostenibile.
EPS isolante (polistirene espanso sintetizzato) è infatti un materiale caratterizzato da un buon isolamento termico, resistenza all’umidità, sicurezza ambientale e riciclabilità.

Scopriamo meglio assieme il suo eccellente bilancio ecologico.

Impatto ambientale ed eco-profilo

Grazie al basso impatto di materia prima (98% aria, 2% polistirene espanso) e al processo produttivo ad alta efficienza energetica, l’EPS isolante ha un eccellente bilancio ecologico.
Un’analisi delle dichiarazioni ambientali (EPD), sintetizzati nell’indicatore DOI3, illustra chiaramente che l’EPS è a livello dei materiali bio alternativi.

I tre indicatori principali utilizzati  in questa analisi sono:

1) input di energia primaria non rinnovabile (PED);
2) potenziale di riscaldamento globale (GWP100);
3) potenziale di acidificazione (AP).

Non è più pensabile l’equazione:
prodotto naturale = prodotto ecologico e prodotto di sintesi = prodotto non ecologico

Sono molti gli aspetti che incidono sulla sostenibilità ambientale di un determinato prodotto: la materia prima utilizzata, i consumi energetici creati durante la produzione e trasformazione, le fasi finali di utilizzo e di recupero, il riciclo conclusivo.

Quali materiali scegliere nell’edilizia sostenibile: EPS isolante o altri?

Nella scelta dei materiali per l’edilizia sostenibile è importante privilegiare quelli di provenienza il più possibile “locale”, in modo da ridurre i costi e l’inquinamento dovuto ai mezzi di trasporto.

Si dovranno preferire quei materiali che, una volta esaurito il loro ciclo di vita, sono facilmente riutilizzabili, e quelli di cui vi sia una buona disponibilità in natura.
Sono da preferire quei materiali che provengono da processi produttivi efficienti e che risultano privi di sostanze tossiche e pericolose per l’insorgenza di contaminazioni.
Infine dovranno essere scelti in base alle loro caratteristiche e avere qualità di coibentazione, igroscopicità, isolamento e accumulo del calore.

Analisi dei materiali più utilizzati

Nella tabella sottostante troviamo tutti i materiali maggiormente utilizzati nell’edilizia sostenibile:

* L’EPS è un materiale di sintesi apprezzato per la sua stabilità fisica e chimica. Non costituisce pericolo per l’igiene ambientale e per le falde acquifere. Non costituisce nutrimento a insetti o microrganismi, quindi non marcisce o ammuffisce. Non produce sostanze tossiche, tanto da essere utilizzato come contenitore di alimenti

EPS – Neopor®: la scelta “green” per la sostenibilità ambientale

Nei principali settori d’applicazione dell’EPS isolante, quali il packaging e l’edilizia, il tema della sostenibilità ambientale sta assumendo sempre maggiore rilievo. In particolar modo nel settore edile in cui le future normative prevedranno l’impiego di materiali sempre più eco-compatibili.

Sono i progettisti quelli che, per primi, ogni giorno, si confrontano con i temi dell’ambiente e della progettazione integrata.
Quest’ultima indaga l’interazione dell’edificio sostenibile con i fenomeni naturali dinamici del contesto, nel rispetto delle risorse ambientali, delle esigenze sociali, della storia e della qualità dei luoghi.

Progettisti che contribuiscono a migliorare l’ambiente attraverso la costruzione di edifici sostenibili. Energeticamente efficienti e a basso costo ambientale e sociale durante tutto il loro ciclo di vita.

L’EPS – Neopor®, è un materiale tecnologico impiegato per diversi utilizzi come l’imballaggio e l’isolamento termico.
Una maggiore domanda di sostenibilità ambientale deve essere supportata dalle aziende produttrici che devono, sempre di più, saper offrire al mercato delle costruzioni, prodotti sicuri, a basso consumo e con ridotte emissioni nocive.

BASF, azienda chimica multinazionale con 152 anni di presenza nel settore, sviluppa per prima, negli anni settanta, questa materia. Neopor®, questo il nome del prodotto brevettato da BASF, combina il polimero di EPS isolante con una risorsa naturale: la grafite.

La costante ricerca tecnologica e l’innovazione sono stati gli strumenti attraverso cui, negli anni, l’azienda ha cercato di perseguire la propria mission, sviluppando EPS isolante di ultima generazione, orientati a un unico obiettivo: favorire il risparmio energetico.

Prodotti la cui sostenibilità deve però essere garantita da precisi parametri normativi e di valutazione.
Strumenti scientifici in grado di certificare informazioni sistematizzate relative alla sostenibilità di un prodotto, in particolare all’impatto sull’ambiente dell’intero ciclo di vita, in modo da poter effettuare una scelta oggettiva.

Stabilito lo schema procedurale, i parametri d’impatto e le normalizzazioni da adottare, si possono ottenere valutazioni confrontabili tra manufatti di diversa natura, ma con identica funzione. Questa valutazione permette di determinare l’impatto e la compatibilità ambientale di un prodotto durante l’intero arco di vita.

Il bilancio LCA dei materiali isolanti considera anche la fase di utilizzo e valuta, quindi, anche il credito energetico maturato con la riduzione generata dei consumi (il credito aumenta all’aumentare del tempo di utilizzo).

Le 10 caratteristiche vincenti dell’EPS

  1. L’EPS isolante non marcisce o ammuffisce, è privo di valori nutritivi in grado di sostenere la crescita dei funghi, batteri o altri microorganismi. L’EPS non costituisce nutrimento per alcun essere vivente. Ciò lo rende ideale come contenitore per alimenti, settore nel quale è ampiamente utilizzato.
  2. L’EPS isolante, inoltre, è atossico, non contiene clorofluorocarburi (CFC), né idro-clorofluorocarburi (HCFC).
  3. Per sua stabilità chimica e biologica l’EPS non costituisce un pericolo per l’igiene ambientale e per le falde acquifere.
  4. L’EPS, in opera nella coibentazione edilizia, non presenta alcun fattore di pericolo per la salute, in quanto non rilascia gas tossici.
  5. Il polistirene è riciclabile al 100%, senza perdite a ogni ciclo di riciclo ed è riutilizzabile.
  6. Non vi sono controindicazioni al deposito nelle discariche e alla combustione nei forni d’incenerimento.
  7. Anche le eventuali lavorazioni meccaniche e il maneggio, connessi con la messa in opera dell’EPS, sono assolutamente innocui e in particolare non vi è pericolo di inalazione di particelle o di manifestazioni allergiche.
  8. L’EPS isolante è oggi il materiale che, proprio per le sue caratteristiche chimico fisiche, ha ottime prestazioni con costi contenuti, non assorbe umidità ed è inerte. L’EPS, infatti, non reagisce con l’ambiente circostante e, quindi, non potendo invecchiare nel tempo, mantiene pressoché inalterate, negli anni, le caratteristiche di scheda tecnica.
  9. Rispetto a un materiale definito “BIO” (Bio da Bios=vita) e quindi vivo, che cambia nel tempo, il polistirene rimane ciò che era al momento della sua posa, anche dopo molti anni. L’aria che è racchiusa nelle celle, il 97-98% del volume (ricordiamo che la densità dell’EPS utilizzato in edilizia può variare da 15 a 35 Kg/m³ e comunemente si utilizza la densità 20Kg/m³) continua a svolgere la sua funzione d’isolamento in modo costante negli anni.
    Riferendo questo concetto a un ciclo di utilizzo di un’abitazione (circa 50 anni di vita), significa che, se una casa è stata costruita in classe A e come materiale isolante termico si è utilizzato l’EPS, rimarrà in classe A (sempre che i serramenti e gli impianti abbiano mantenuto la loro efficienza) anche dopo 50 anni.
  10. Il polistirene espanso garantisce che il risparmio energetico rimanga costante nel tempo, riducendo l’emissione di CO2 in atmosfera.

 I materiali definiti oggi BIO, proprio per la loro caratteristica di essere “vivi” e per l’interazione che compiono con l’ambiente (assorbimento di umidità, degradazione chimico-fisica), non possono mantenere negli anni le caratteristiche di scheda tecnica che avevano al momento della loro posa in opera.
Le loro ottime capacità d’isolamento, sia termico che acustico, dipendono dall’esecuzione a regola d’arte della posa in opera. Essa deve essere gestita bene sia nella protezione dall’umidità che nell’assorbimento dell’acqua. Quest’ultima, infatti, è un conduttore di energia e fa peggiorare in modo iperbolico le capacità del materiale isolante.

Neopor® di Basf si conferma, quindi, ancora una volta, come un prodotto realmente “green”, in grado di soddisfare, secondo parametri certi e verificabili, la domanda di sostenibilità di progettisti e imprese. Con Neopor® è possibile costruire gli edifici di domani migliorando sensibilmente la qualità della vita, dell’ambiente e dell’abitare.